16 gennaio 2011

P alla terza: ovvero Polenta con Polpette alle mandorle e Patate

Oggi voglio parlare dei piccoli gesti, per questo vi parlo di un piccolo gesto di una nonna, la mia nonna.
Dovete sapere che abito in campagna con 3 grandi orti, tanti campi per coltivare e 4 vigne.
Il mio vicino più vicino abita a 500 mt e non avendo luci fastidiose intorno la sera vedo le stelle come le si vede d'estate anche d'inverno.
Io Amo abitare in campagna, abbiamo uova fresche prodotte dalla nostre galline che scorazzano felici nell'aia e  la mattina vengo svegliata dal gallo come nei film, una cantina con tanto  nostro buon vino e olio, ed uno scaffale pieno zeppo di conserve di ogni gusto.
Ho abitato a Perugia per 4 anni proprio nel centro storico e aprire la finestra la mattina e vedere le finestre chiuse del palazzo di fronte proprio non mi andava giù, non riuscivo neppure a sentire l'odore delle stagioni e questo forse era ancora peggio...
Cosa mi mancava? Poter vedere le luci di Cortona di notte: mille puntini tutti luminosi arroccati sulla montagna che nelle notti tristi mi facevano compagnia mentre mi affacciavo alla finestra a fumare una sigaretta pensierosa (approposito: buoni propositi per il 2011 # 1: smettere di fumare! magari aspetto di aver superato questo esame prima và... :D)
Mi mancava lo spalancare la finestra e vedere la mia vigna con nello sfondo il lago Trasimeno, mi mancava sentir cantare gli uccellini, mi mancava il sentire i profumi dei fiori in primavera ed il "profumo di freddo" d'inverno quando uscendo di casa vedevo tutto ricoperto di una patina bianca brillante e le ragnatele erano coperte di goccioline.. uno spettacolo che durava ben poco perchè alle 10 di mattina era già svanito ma rendeva il silenzio della mattina ovattato per quelle due ore.
Toccare un filo d'erba e renderlo di nuovo verde sciogliendo la brina con le dita ha qualcosa di magico che non vi sò spiegare.
E inoltre.. mi mancavano la mamma ed il papà (ok lo sapevate già che ero una mammona :) ). così ho deciso di tornare a casa, dopotutto Perugia dista solo 40 minuti di macchina... e l'idea di dover essere mantenuta dai miei proprio non la sopportavo, qui almeno posso darmi da fare e guadagnarmi ciò che è giusto che io guadagni, anche se poco perchè studio ed il tempo da poter dedicare a qualche lavoretto saltuario è insufficiente..., va bèh si fa quel che si può :)


Ma non vorrei annoiarvi con questo... sapete qual'è l'unico momento all'anno nel quale odio abitare in campagna?
Quando dobbiamo ammazzare il maiale, perchè ebbene si, in casa mia si  prende un maiale verso Settembre, la nonna se ne cura ed a Gennaio fa sempre la solita fine.
Lo odio, odio veder morire un animale così (ed infatti non lo vedo perchè me ne vado impotente.. anche se ho premeditato spesso e volentieri la possibilità di liberarlo giù per la vigna.. ) non sono vegetariana  ma certamente non mangerò mai il maiale che è morto per noi, io non volevo che mrisse ed io non lo mangio per protesta, propio non ci riesco.. voi potreste dirmi che non è giusto fare discriminazioni: perchè i polli li mangi ed il maiale no? bèh non sò perchè...ma per me il maiale è diverso.
Così anche questo Gennaio il mio povero maialino ha avuto la sua ingiusta fine.. la nonna si è attivata a preparare delle polpette... (arriva la ricetta tranquilli!)  e tante altre cose, ma sapendo che io non le avrei mangiate mi ha comprato della carne di vitella con la quale posso farmi delle polpette tutte mie *_* bèh ditemi un pò voi... non è amore questo?!

RICETTA DELLA POLENTA AL TARTUFO CON POLPETTE ALLE MANDORLE E PATATE
questo è come ben vedete un ottimo piatto unico.

Ingredienti per 4 persone
500 gr di farina di mais per polenta aromatizzata al tartufo
trito di aglio e cipolla
200 ml di passata di pomodoro
1 patata a testa
100 gr di mandorle dolci tritate
trito di prezzemolo
1 uovo
400 gr di macinato di vitella
sale, pepe e noce moscata qb
spezie per la spaghettata.

Procedimento:
  • iniziamo a preparare le polpette impastando insieme: la carne, l'uovo, le mandorle, il trito di prezzemolo e le spezie per la spaghettata.
  • Aggiustate di con sale, pepe e noce moscata l'impasto e formate le vostre polpette.
  • Pelate le patate e mettetele a parte
  • In una pentola abbatsanza capiente da contenere patate e polpette fate soffriggere il trito di aglio e cipolla in un pò di lio evo.
  • Quando questi saranno appassiti e l'olio ben profumato aggiungete il pomodoro, fate cuocere con il coperchio per 10 minuti ed aggiungete le patate.
  • Fate cuocere anche le patate per 10 minuti ( se occorre aggiungete dell'acqua) ed aggiungete anche le polpette al vostro sugo.
  • Portate il tutto a cottura.
  • Seguite le indicazini riportate nella busta della farina di mais per la polenta.
  • Impiattate ponend nel fondo del piatt un pò di sugo, sopra la polenta e servite aggiungendo anche le polpette e la patata.
  • Servite caldo!!

Ti potrebbe interessare anche:

17 Commenti

  1. Oh! Povero maialino!! Neanche io avrei il coraggio di mangiarlo!! La nonna è stata troppo buona a comprarti un altro tipo di carne!!
    Questo piattino è squisito!

    RispondiElimina
  2. ciao eri! che bello il tuo racconto! mi hai fatto respirare un'atmosfera unica!
    Il piatto è incredibilmente ricco e gustoso!
    per quanto riguarda il maialino..ti capisco, quando andavo al liceo frequentavo un'amica e un giorno mi trovai a casa sua quando fu ucciso il maiale. Meno male che non vidi niente ma sentii le urla e questo mi bastò. Però continuo a mangiarlo. Se però pensi alla vitella..considera che anche quello è un povero vitellino di neanche 8 mesi e quindi se lo mangi non dovresti lasciarti intimidire dal maiale, magari non della nonna, ma quello del macellaio si potrebbe fare :)
    io l'unico che non riesco a mangiare è il coniglio :) un bacione

    RispondiElimina
  3. Bello il tuo racconto....ma quel povero maialino...accidenti, che fine crudele! Ma ti cpaisco, quando ero piccola i nestate andavamo sempre alla casa i nmontagna della nonna e puntualemente andavamo alla fattoria a prendere i llatte appena munto e i lconiglio...si, esatto, veniva ucciso e spellato li per li...che orrore! Forse è per questo che non amo la carne?! :-) Ad ogn imdoo questo tuo piatto è veramente goloso, ottimo abbinamento!

    RispondiElimina
  4. Mi hai trasmesso tante bellissime sensazioni a me sconosciute... Dev'essere fantastico vivere la campagna!! Ed altrettanto terribile veder morire una delle sue creature, uno dei componenti principali di questo quadro di natura inviolata (lo si potrebbe forse, addirittura, considerare un "compagno" ;) )... Bisogna (sforzarsi di) essere molto cinici per sopportare una cosa simile! :(

    RispondiElimina
  5. Bellissimo questo post, e gustosissimo questo super piattino!!!!! Complimenti Erica!

    RispondiElimina
  6. Che bello questo post, devi essere una ragazza speciale, attaccata alla famiglia e alle tue origini. Io abito a Milano, sai quante volte vorrei fuggire in un posto dove si possa stare in pace a guardare le stelle! Mi dispiace per il maialino, ma dobbiamo pur mangiare, certo quando vai al supermercato e prendi del prosciutto mica pensi al povero maiale, capisco sia difficile quando lo "conosci". Ottima la ricetta, bella gustosa. Ciao un abbraccio.

    RispondiElimina
  7. ciao cara, mi è piaciuto tanto il tuo racconto! sai anch'io vivo in montagna, in mezzo alla natura e la pace, la mia è stata una scelta di vita a cui non saprei più rinunciare. Complimenti per la ricetta... mi piacciono molto i piatti unici che con i loro componenti sostanziosi risolvono una cena ! brava, un bacio ELY

    RispondiElimina
  8. la nonna aveva una casa con gli animali per cui ti caspisco bene, anche se poi a ben rifletterci è assurdo!ottima ricetta molto stuzzicante!

    RispondiElimina
  9. Bellisima ricetta.....
    anch'io non potrei mai mangiare un animale che ho visto crescere. Comunque il mio consumo di carne è veramente ridotto, non vorrei mangiare nessun animale, e vorrei che non venissero macellati...ma il mondo non funziona così....ma se posso evitare evito, perciò ti capisco. Certo sarebbe bello se una volta riuscissi a liberare il maialino :D
    Un bacione

    RispondiElimina
  10. Mamma mia Erika... mi hai fatto venire un magone... anche a me manca tanto la campagna...
    Comunque, per tornare a noi, questa ricetta è una meraviglia già dal titolo, te la copio!

    RispondiElimina
  11. Ho letto con tanto piacere il tuo post, riesci a trasmettere tanto. Troppo carino il titolo, perfetto per la bontà che hai preparato. Complimenti!!!

    RispondiElimina
  12. Sai che sono una amante della campagna e della montagna...tutto stupendo...Smack!

    RispondiElimina
  13. Ciao Erika...che nonna spettacolare che hai!
    Grazie per avermi condotta qui...mi piace tantissimo il tuo blog, anche io adoro la campagna! Un abbraccio e a presto
    Paola

    RispondiElimina
  14. wow che ricettina!!! ... per il maialino.. bhe.. mm.. pensavo che scherzavi e che le polpette erano di maiale!! non mandarmi a quel paese! ho letto dopo gli ingredienti!! bacionee

    RispondiElimina
  15. Proprio stasera ho postato un intervento nella quale descrivo ,in qualche modo, la scoperta della polenta , qui in Sicilia non si usa molto .Per cui questa tua ricetta mi alletta parecchio.

    Il gelato fritto è una vera sfida e una vera soddisfazione ... me ne sono rimaste tre palline nel congelatore , mi sa che presto friggerò anche quelle perchè è veramente troppo buonooooo

    RispondiElimina
  16. Carinissimo il tuo post! :)
    come una favola...con un quasi lieto fine... :/

    RispondiElimina
  17. bella ricetta!!seguo da un po il tuo blog ed è molto molto carino!!

    RispondiElimina

Lettori fissi

Google+ Followers

Instagram