28 aprile 2018

Il mio viaggio (culinario) in Marocco - L'oasi nel deserto ed il thè alla menta CON VIDEO!!!

Oggi cari amici vi porto con me nell' oasi del deserto del Sahara a Merzouga.
Sono sicura che vi starete immaginando l'oasi come un piccolo laghetto in mezzo alle dune circondato da palme ed altra vegetazione.
Invece, come spesso accade, la realtà non è così.
L'oasi può nascere direttamente dove c'è una sorgente d'acqua oppure l'uomo può canalizzare l'acqua tramite canali sotterranei fino ad arrivare nel luogo in cui è più ideale stanziare l'oasi ad esempio per la qualità del terreno o la vicinanza a centri abitati.


In questo caso l'oasi nasce dall'acqua che è stata canalizzata dalla sorgente fino al vicino villaggio di Merzouga posto al confine con le dune di sabbia.
Nella prima foto nel collage qui sotto vedete la canalizzazione di acqua (notate i vari pozzi in linea retta prima dell'apertura da cui esce acqua), in particolare nel punto in cui l'acqua torna alla superficie.
In questo caso quindi siamo di fronte ad una sorgente artificiale dove le donne ed i bambini del luogo, muniti di ampie taniche si recano a prendere l'acqua necessaria per bere, cucinare, lavarsi.
La freccia che ho inserito indica il simbolo berbero dal significato "uomo libero" (vi ho già parlato del'importanza della libertà per la popolazione berbera nel mio articolo sul deserto del Sahara).
Ma come è fatta un'oasi?
Un'oasi è una porzione di terreno, suddivisa in tanti piccoli spazi ciascuno appartenente ad una famiglia del villaggio che lo utilizza per coltivare frutta, verdura e datteri.
Le varie porzioni di terreno sono suddivise da monticelli di terra che hanno anche la funzione di canalizzare le acque.
Come funziona l'irrigazione nelle oasi?
Come già detto l'acqua sgorga dalla sorgente e viene canalizzata in un acquadotto sotterraneo fino all'oasi.
Nell'oasi l'acqua entra attraverso il canale centrale che attraversa  l'oasi in verticale.
In via orizzontale ci sono altri canali che si intrecciano con il canale principale 
e ciascuno di questi canali ha un'apertura in corrispondenza di  ogni piccolo appezzamento.
In sostanza, l'oasi vista dall'alto si presenta (in modo schematico eheh) così:
Tuttavia questo sistema presenta due problemi:
1. L'acqua è poca e non basterebbe ad irrigare il terreno necessario per ogni famiglia.
2. L'acqua sgorga continuamente quindi alcuni terreni sarebbero sempre saturi di acqua e quindi incoltivabili ed altri invece non ne riceverebbero abbastanza.
Uno spreco di un bene così prezioso nel deserto non è immaginabile.
Quindi per risolvere a questi due problemi si applica un ingegnoso sistema di irrigazione:
Lo vedete nella terza foto qui sotto.
In pratica funziona così: ogni famiglia sa quando è il proprio momento di attingere all'acqua del canale centrale che è considerata giustamente come cosa comune.
Quindi, quando necessario e consentito, si reca nell'oasi e sposta il mucchio di terra che impedisce all'acqua di passare nel canale orizzontale che porta al proprio appezzamento.
Il mucchietto di terra verrà spostato per impedire che l'acqua prosegua il suo corso nel canale centrale, in modo tale che l'acqua venga così canalizzata nel canale laterale. (vedi foto 3).
A questo punto non resta che rimuovere anche il mucchietto di terra posto all'ingresso del proprio pezzettino di terreno e l'acqua arriverà ad irrigare.

E' un sistema davvero ingegnoso, semplice ma di grande efficacia.
Nell'oasi si respira un'aria molto rilassata, si vede qualche contadino al lavoro, i bimbi che corrono a prendere l'acqua.
La vegetazione crea ombra che permette di rilassarsi e le temperature sono più miti.
E' senza dubbio una parte di deserto che va assolutamente vista!
Accanto alle oasi solitamente spuntano questi villaggi:
Ci troviamo nel deserto nero, che come vi ho già spiegato nell'articolo sul Deserto del Sahara, è l'unica parte di deserto ancora abitata da famiglie nomadi o da piccoli villaggi berberi.

Ho deciso di abbinare all'oasi del deserto il thè alla menta.
Benchè io non abbia visto nessuno utilizzare l'oasi per rilassarsi all'ombra con del thè, colgo l'occasione di questo articolo che richiama il relax per parlarvi della bevanda marocchina più famosa.
Il thè alla menta viene preparato in tutto il Marocco, ne troverete davvero ovunque.
Come si fa il thè alla menta marocchino?
Si tratta di un infuso di thè molto forte: le foglie di thè verde vengono lasciate in infusione (o in alcuni casi vengono proprio fatte bollire con l'acqua) per molto tempo in modo da ottenere un thè molto forte. Insomma niente a che vedere con il modo orientale di gustare il thè.
Pronto l'infuso si trasferisce il thè nella classica teiera da servizio in argento con beccuccio lungo:
 
Dentro alla teiera sono inserite le foglie di menta marocchina (varietà menta virdis), fate attenzione al tipo di menta perchè gli aromi cambiano davvero molto.
In inverno, se la menta non è disponibile si utilizzano anche foglie di assenzio per aromatizzare il thè.
Il thè verrà poi versato dall'alto direttamente nel bicchiere:
Questo procedimento scenografico (che ho girato in un ristorante tradizionale di Rabat) permetterà sia la formazione della schiuma che tanto piace agli arabi, sia la refrigerazione del thè che risulterà della temperatura ideale per essere bevuto senza scottarsi.

Se invece ordinerete il thè in un bar vi porteranno direttamente il bicchiere con la menta dentro.
In Marocco la menta è coltivata e venduta in gran quantità, molto spesso ci sono carretti pieni di menta, immaginate il profumo?
Ultimo consiglio: se non lo amate particolarmente dolce chiedete che vi venga messo poco zucchero perchè credetemi, i marocchini con lo zucchero abbondano davvero!


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