17 febbraio 2016

Cime di rapa selvatiche: come riconoscerle, come raccoglierle e come cucinarle. La frittata.

Chi mi segue sa che abito in campagna, per questo fin da piccola ho imparato ad apprezzare tutto ciò che la natura ci offre spontaneamente. La mia mamma era solita andare per campi a far grandi raccolte di erbe spontanee che condivamo semplicemente con sale, olio ed aceto.
In particolare l'erba che preferivo è la cicerbita, un erba dal sapore intenso che in dialetto chianino chiamiamo "ruspingoli, ve ne parlerò presto.
Così quando vengo a conoscenza di erbe commestibili mi fiondo all'assaggio.
Adoro raccogliere le erbe, procurarsi il proprio cibo è quanto di più magico possa esistere: vi permette di passare fuori una giornata con i bimbi, di respirare aria pura e di godervi maggiormente la cena.


Come per ogni raccolta però dovete fare attenzione ad alcune regole di base:
- Raccogliere solo la parte di pianta che vi occorre lasciando alla pianta la possibilità di sopravvivere, nel pieno rispetto dell'ambiente che vi circonda;
- Raccogliete solo ed esclusivamente erbe di cui siete sicuri circa la commestibilità! Ricordatevi che esistono piante altamente tossiche, fate estrema attenzione.
- Raccogliete le piante in un luogo quanto più lontano da fonti di inquinamento.


Passiamo a questa nuova erba: le cime di rapa selvatiche.
Questa pianta viene erroneamente identificata con la pianta delle cime di rapa perchè ne ricorda il gusto: è intenso, leggermente amarognolo, dal sapore caratteristico leggermente piccantino, ma in realtà si tratta di una varietà selvatica di senape: Sinapis arvensis L.

Come riconoscere la pianta?
La pianta è facilmente individuabile, specialmente in questo periodo dell'anno perchè inizia a fiorire.
Nella prima delle foto sotto potete vederla per intero e nei dettagli.
E' una pianta annuale che cresce infestante in quasi tutto il territorio italiano.
Le foglie hanno un bel colore verde acceso, le foglie sono picciolate ,dentate a volte leggermente pelose. 
Il fusto specialmente nelle piante già mature (di altezza 60 cm circa)  può presentare sfumature rossastre.
Fiorisce tra Aprile e Maggio, il fiore è caratteristico, si tratta in realtà di un infiorescenza derivata da più fiorellini giallo acceso.

Quali parti posso raccogliere?
Le parti commestibili di questa pianta sono in particolare i germogli teneri, le foglie giovani (se ancora la pianta non si ben sviluppata) ed i bottoni floreali, ovvero gli agglomerati di pallini verdi dai quali, nel giusto periodo, sbocciano i fiori.
Al termine della fioritura la pianta produce dei baccelli con all'interno dei semi, fate attenzione, questi possono avere conseguenze poco piacevoli per la salute, se ne sconsiglia l'utilizzo.


Come cucinarla?
Si presta bene ad essere consumata cotta come le classiche cime di rapa, quindi sono perfette per essere lessate, condite con sale ed olio e servite in accompagnamento a carne e pesce.
Sono ottime anche per farcire torte salate o da utilizzare come ripieno di tortelli e ravioli assieme alla ricotta.
Le cime più tenere, quelle che ho raccolto io, con una semplice frittata diventano un piatto da re.
Ingredienti per 2 persone
4 uova di galline allevate all'aperto (Codice 0)
150 gr di cime di rapa selvatiche
un pizzico di sale
1 cucchiaio di parmigiano - opzionale

Procedimento:
  • Portate a bollore abbondante acqua salata, immergete le cime di rapa selvatiche dopo averle ben lavate e fatele cuocere per 2 minuti, non di più.
  • Scolatele e freddatele immediatamente con acqua fredda.
  • Strizzatele delicatamente  con le mani in modo da eliminare i liquidi in eccesso,
  • Sbattete le uova con i lembi di una forchetta, aggiungete il sale, il parmigiano e le cime di rapa appena preparate.
  • Cuocete come una classica frittata in padella antiaderente girando a metà cottura.
  • Servitela calda.
Note personali:
- Potete arricchire ulteriormente questa frittata aggiungendo cubetti di speck, ma non vi cosiglio di aggiungere altri ingredienti, godetevi il gusto di queste cime di rape selvatiche, che una volta bollite perdono quasi totalmente la nota amara, ricordando gli asparagi verdi.
 Per chi segue un regime dietetico ipocalorico ben si adatta: basta non utilizzare olio per la cottura, omettere il parmigiano, e rispettare i gr di uova concessi.




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